Oltre i Grandi Quattro: Le Nuove Destinazioni di Studio all’Estero da Tenere d’Occhio nel 2026
Il panorama delle destinazioni per lo studio all’estero si sta rapidamente diversificando, superando i tradizionali Paesi anglofoni come Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada. Vari fattori, tra cui politiche migratorie più restrittive e difficoltà burocratiche, stanno spingendo studenti a considerare alternative emergenti che offrono qualità accademica, costi contenuti e nuove opportunità culturali. Entro il 2030, si prevede che circa 8,5 milioni di studenti internazionali sceglieranno mete diverse, con un'attenzione crescente verso paesi come Germania, Corea del Sud, Francia e Malesia, che stanno emergendo come poli educativi globali grazie a investimenti mirati, corsi in lingua inglese e politiche di inclusione.
In particolare, la Germania si distingue per la qualità delle università, un sistema quasi gratuito e un’offerta crescente di corsi in inglese che ha attratto oltre 420.000 studenti internazionali. La Corea del Sud, con oltre 300.000 studenti, brilla per il connubio tra innovazione tecnologica, sostegno agli studenti stranieri e opportunità lavorative post-laurea. La Francia punta a raggiungere 500.000 studenti entro il 2027 offrendo una vasta gamma di corsi e incentivi, mentre la Malesia cresce del 26% nelle iscrizioni grazie ai costi accessibili e collaborazioni con atenei occidentali. Questi nuovi scenari accademici propongono un mix di qualità, sostenibilità economica e inclusività che rispecchiano i desideri attuali degli studenti.
Oggi gli studenti internazionali scelgono sedi universitarie in base a fattori che vanno oltre la reputazione: considerano costi complessivi di vita, facilità d’accesso, opportunità di carriera e qualità della vita, tra cui sostenibilità e benessere. Orientarsi in questo quadro richiede una consapevolezza approfondita del proprio profilo e delle offerte sul mercato, studiando borse di studio, possibilità di lavoro part-time e consultando fonti autorevoli. Il 2026 segnerà dunque un punto di svolta verso una globalizzazione degli studi universitari, con una maggiore pluralità di possibilità, aprendo nuove strade per studenti e paesi pronti a investire sull’innovazione e sull’inclusione.