Scoperta in Marocco: le mandibole fossili che riscrivono la storia dell'evoluzione umana
La recente scoperta di due mandibole fossili in Marocco, risalenti a circa 773mila anni fa, rappresenta una svolta fondamentale per la comprensione dell’evoluzione umana. Coordinata dal paleoantropologo Jean-Jacques Hublin e con la partecipazione delle Università di Milano e Bologna, questa scoperta indica la presenza in Nord Africa di una forma evoluta di Homo erectus vicina all’uomo moderno. Tale ritrovamento, reso possibile grazie a sofisticate tecniche di scavo e analisi, testimonia l’importanza storica e geologica del Marocco come crocevia evolutivo durante il Pleistocene. Le mandibole, eccezionalmente conservate, mostrano caratteristiche anatomiche che riconducono a uno stadio evolutivo intermedio tra Homo erectus ancestrale e Homo sapiens, spingendo a rivedere precedenti teorie sulla diffusione e diversificazione di questa specie in Africa. L’approccio multidisciplinare impiegato ha confermato l’accurata datazione tramite metodi radiometrici, datazione che rivela l’esistenza di popolazioni evolute di Homo erectus nel Maghreb molto prima di quanto si pensasse. Questo cambiamento di paradigma sottolinea il ruolo cruciale del Nord Africa come centro evolutivo e punto di incontro tra diverse popolazioni antiche. Infine, la ricerca, basata su una collaborazione internazionale di alto livello, apre nuove prospettive sugli studi paleoambientali e sulle dinamiche migratorie dell’uomo ancestrale, rafforzando il contributo italiano e globale alla paleoantropologia moderna.