Scuole paritarie in Italia: una lunga strada verso la parità nella legge di bilancio 2026
Il sistema delle scuole paritarie in Italia rappresenta una componente importante del panorama educativo nazionale, scelta da circa 800mila famiglie ogni anno. Nonostante la legge 62/2000 abbia riconosciuto formalmente queste scuole, esse continuano a confrontarsi con differenze significative rispetto alle scuole statali, in termini di finanziamento, stabilità degli insegnanti e percezione pubblica. Con l'introduzione del "buono scuola 2026" nella recente legge di bilancio, vi è un primo passo verso il sostegno economico alle famiglie, ma permangono ancora grandi limiti come la copertura insufficiente e la precarietà amministrativa degli istituti. Il settore vive inoltre una situazione complicata per quanto riguarda il turnover degli insegnanti, dovuto a salari più bassi, contratti meno stabili e carichi lavorativi elevati. Le famiglie scelgono queste scuole spesso in cerca di un ambiente più accogliente, con classi meno numerose e proposte educative personalizzate. Tuttavia, i costi elevati e il limitato supporto pubblico mettono a rischio la sostenibilità finanziaria degli istituti, specie quelli in sedi storiche con costi di gestione importanti. Per il futuro, è necessario un impegno maggiore per aumentare il finanziamento pubblico, migliorare le condizioni di lavoro degli insegnanti e superare i pregiudizi legati alla reputazione di “scuole di serie B”. Solo così si potrà garantire una reale libertà di scelta educativa e riconoscere pienamente il valore pubblico delle scuole paritarie, a beneficio della società e delle nuove generazioni.