Grecia, cancellati oltre 300.000 studenti inattivi: terremoto nel sistema universitario nazionale
Nel gennaio 2026, la Grecia ha annunciato la cancellazione di oltre 300.000 studenti inattivi dai registri universitari, un’iniziativa drastica che ha scosso profondamente il sistema di istruzione superiore nazionale. Questa misura è stata adottata per modernizzare e razionalizzare le università greche, tradizionalmente afflitte da un altissimo tasso di studenti iscritti ma inattivi, che spesso restano presenti negli elenchi senza completare il percorso di laurea. Il fenomeno era tale da rendere inefficiente la gestione delle risorse e distorcere la realtà statistica e finanziaria delle università. Il governo ha giustificato questa scelta come necessaria per allineare il paese agli standard internazionali, promuovendo maggior responsabilità tra gli studenti e un migliore equilibrio nell’allocazione dei fondi.
La cancellazione massiva ha determinato un immediato calo della popolazione studentesca ufficiale, con importanti ripercussioni sull’organizzazione interna degli atenei e sulle strategie di finanziamento pubblico, spingendo molte università a ripensare le politiche di reclutamento e attrattività. Parallelamente, sono state previste procedure di reimmatricolazione che hanno già raccolto decine di migliaia di domande, a dimostrazione dell’interesse residuo degli ex studenti per il completamento dei propri studi. Tuttavia, la misura ha suscitato un acceso dibattito politico, accademico e sociale, tra preoccupazioni per possibili esclusioni e richieste di politiche più inclusive e di sostegno agli studenti in difficoltà.
Sul lungo termine, questa riforma potrebbe migliorare la qualità dell’istruzione universitaria greca, rendendola più efficiente, competitiva e trasparente, pur comportando sfide legate al rischio di depauperamento delle università periferiche e a un possibile calo nella posizione internazionale. Il successo dipenderà dalla capacità del governo e delle istituzioni di accompagnare questa trasformazione con interventi mirati, innovativi sistemi di orientamento e tutoraggio, oltre a un nuovo patto sociale tra università, studenti e Stato. La Grecia si trova dunque di fronte a una nuova era per l’alta formazione, con un occhio vigile dell’Europa sull’evoluzione del sistema.