Quando la Storia Sconfessa i Numeri: Il Nuovo Libro di Osvaldo Baldacci che Svela Miti e Errori della Narrazione Storica Italiana
Il libro "Quando la storia dà i numeri" di Osvaldo Baldacci, pubblicato da Odoya nel 2025, affronta il tema della diffusione di numeri e dati storici spesso inesatti o mitizzati nella narrazione storica italiana e internazionale. Baldacci invita a un approccio critico verso fonti e narrazioni, mostrando come cifre ritenute certe, come il numero dei Re Magi o dei Mille di Garibaldi, siano spesso frutto di tradizioni, semplificazioni o scopi simbolici piuttosto che dati storici accertati. Attraverso un lavoro rigoroso di analisi delle fonti e contestualizzazione culturale, l'autore smonta numerosi miti e fake news storiche, enfatizzando l'importanza della consapevolezza e dell'esame critico nell'approccio alla storia.
Osvaldo Baldacci, noto per la sua indagine storica rigorosa e per la sua capacità di analisi, concentra l'attenzione sui numeri come strumenti narrativi, sottolineando come essi vengano usati spesso per costruire identità collettive e potere. Il libro propone un metodo analitico fondato sull'analisi comparata delle fonti, la verifica documentata dei dati e la comprensione del contesto storico-sociale. In tal modo si favorisce una lettura meno superficiale del passato, con esempi pratici che invitano a rivedere nozioni come i sette re di Roma oppure i presunti tre Re Magi, dimostrando l'importanza di mettere in discussione numeri e fatti accettati acriticamente.
L'opera di Baldacci ha un'importante valenza educativa, proponendo strumenti e metodologie per insegnare la storia in modo più critico e consapevole, contrastando la diffusione di fake news e storie semplificate. Il testo è corredato da suggerimenti per attività didattiche che stimolano studenti e docenti a interpretare fonti e dati con occhio critico. In conclusione, "Quando la storia dà i numeri" è un invito a riscoprire la storia come racconto vivo e complesso, dove i numeri devono essere indagati con rigore e spirito critico, per costruire un passato accessibile e utile al presente e al futuro della società.