Iran, blackout di Internet oltre le 84 ore: strategie per aggirare la censura e sopravvivere al silenzio digitale

Iran, blackout di Internet oltre le 84 ore: strategie per aggirare la censura e sopravvivere al silenzio digitale

Il blackout di Internet in Iran, protrattosi per oltre 84 ore, rappresenta una delle più gravi manifestazioni di censura digitale nella storia recente del paese. Le autorità iraniane, in risposta alle crescenti ondate di proteste, hanno attuato un blocco tecnologico e politico esteso, impedendo l'accesso ai principali servizi digitali, inclusi social network, piattaforme di comunicazione e servizi finanziari online. Netblocks, organizzazione internazionale che monitora l'accesso alla rete, ha documentato con dati rigorosi la drastica riduzione della connettività nazionale e l'uso di sofisticati strumenti di filtraggio e disconnessione fisica dell'infrastruttura. Questo blocco mira a soffocare la circolazione delle informazioni e a contrastare l'organizzazione delle manifestazioni di dissenso, ma ha provocato profonde ripercussioni sociali ed economiche, danneggiando imprese, sistema sanitario e legami familiari. La popolazione iraniana ha risposto con pragmatismo e resilienza: attivisti e cittadini impiegano strumenti alternativi come radio a onde corte, torri cellulari alle frontiere e terminali satellitari Starlink per aggirare la censura e mantenere un minimo di comunicazione. La comunità internazionale si è detta preoccupata, denunciando le violazioni dei diritti umani e la compressione della libertà di informazione, sottolineando l'esigenza di un rapido ripristino della rete. Questa crisi digitale evidenzia la vulnerabilità dei diritti fondamentali nell'era contemporanea e la necessità di una risposta globale coordinata per proteggere l'accesso libero e sicuro a Internet.

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