Educare all’amore: La pedagogia dell’inclusione nella scuola secondo Salvo Morghese
Nel contesto attuale della scuola italiana, Salvo Morghese propone una riflessione profonda sull’importanza di una pedagogia dell’inclusione basata sul riconoscimento preventivo di ogni studente. La scuola, spesso orientata a selezionare tramite valutazioni standardizzate, dovrebbe invece valorizzare l’unicità di ciascun alunno, dando fiducia prima dei risultati concreti. Morghese, ispirandosi agli insegnamenti di Gesù, sottolinea come educare all’amore significhi accogliere e rispettare radicalmente ogni persona, contro ogni forma di esclusione e marginalizzazione. Una scuola comunità di fiducia e rispetto pone al centro la relazione educativa come cura e accompagna lo studente nella crescita, superando la semplice certificazione sommativa.
La proposta di una pedagogia del riconoscimento preventivo si manifesta come un vero e proprio cambio di paradigma, che mira a elevare l’autostima, ridurre la dispersione e promuovere un clima positivo e collaborativo. In questo senso, valorizzare le diversità linguistiche, culturali e sociali diventa fondamentale, così come una didattica personalizzata che adatti gli obiettivi ai ritmi di apprendimento individuali. La valutazione educativa deve spostarsi dal mero giudizio sui risultati a un processo formativo, che consenta feedback continui, auto-valutazione e responsabilizzazione attiva degli studenti.
Le sfide per la scuola contemporanea sono complesse: formazione degli insegnanti, prevenzione del disagio, integrazione interculturale e costruzione di una rete educativa coinvolgente. Tuttavia, queste difficoltà si accompagnano a importanti opportunità per costruire una scuola che sia laboratorio di democrazia e solidarietà, secondo l’insegnamento di Morghese che ricorda come «l’amore non è per alcuni, ma per tutti». Così, educare all’amore diventa una responsabilità educativa radicale e necessaria per una scuola davvero inclusiva e rispettosa dell’unicità di ogni studente.