Dati degli iscritti a rischio su Instagram nel 2024: tra sicurezza dichiarata da Meta e vendita di informazioni sensibili sul dark web
Nel 2026 è emerso un caso di enorme portata riguardante la violazione dei dati di 17,5 milioni di utenti Instagram risalente al 2024, secondo un report di Malwarebytes. Nonostante Meta, la società proprietaria di Instagram, neghi qualunque falla nei propri sistemi, le informazioni sensibili — inclusi nomi utente, password, numeri di telefono e indirizzi fisici — sarebbero ampiamente esposte e commercializzate sul dark web. L’attacco è stato perpetrato tramite sofisticate campagne di phishing, con email truffa molto convincenti, capaci di ingannare una vasta platea di utenti, anche minorenni. Questo scenario espone gli utenti a gravi rischi, come furto d’identità, sequestri di account, cyberbullismo e truffe economiche. Parallelamente, il mercato nero digitale si è strutturato con organizzazioni criminali che vendono dati ad alto prezzo, specie quelli relativi a profili con rilevanza pubblica o commerciale.
Le autorità nazionali e internazionali, tra cui Europol e la Polizia Postale italiana, hanno incrementato le attività di controllo e sensibilizzazione, mentre molte aziende stanno adottando tecnologie di machine learning per migliorare la prevenzione delle compromissioni. Gli esperti sottolineano l’importanza di misure difensive personali come l’uso di password complesse, la verifica in due passaggi e la prudenza nell’interazione con email sospette. Nonostante i continui investimenti di Meta in sistemi di sicurezza avanzati basati anche sull’intelligenza artificiale, resta alta la sfida di proteggere gli utenti dalle minacce in evoluzione.
A livello globale, la vicenda ha rilanciato il dibattito sull’etica e la responsabilità delle piattaforme social nella tutela dei dati, stimolando proposte per normative più severe e trasparenti, come previste dal GDPR. La protezione dei dati non può più essere solo un compito delle aziende tecnologiche; è necessario un impegno collettivo che coinvolga utenti, istituzioni e specialisti della cybersicurezza per preservare la fiducia nel mondo digitale e garantire la sicurezza degli utenti nel futuro.