Addio a Valeria Fedeli: la scomparsa dell’ex ministra dell’Istruzione e vicepresidente del Senato

Addio a Valeria Fedeli: la scomparsa dell’ex ministra dell’Istruzione e vicepresidente del Senato

Il 14 gennaio 2026 ha segnato la scomparsa di Valeria Fedeli, figura cardine della politica e dell’istruzione italiana. Nata a Treviglio nel 1949, la sua lunga esperienza sindacale alla CGIL le ha permesso di affermarsi come una voce autorevole nella tutela dei diritti dei lavoratori e nella promozione della parità di genere. Dal sindacato è passata alla politica istituzionale, diventando senatrice e successivamente vicepresidente del Senato, ruolo che ha svolto con rigore e equilibrio, diventando esempio per molte donne. Nel 2016, la sua nomina a ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni l'ha posta al centro delle riforme educative italiane, puntando su inclusione, innovazione digitale e lotta alla dispersione scolastica. Le sue iniziative hanno lasciato un'eredità tangibile nei sistemi scolastici e universitari, valorizzando il merito e favorendo la didattica interdisciplinare.

La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio in ambito politico, sindacale e scolastico. Numerose istituzioni e associazioni, sia a livello nazionale che nella sua Treviglio natale, hanno commemorato la sua dedizione e il suo impegno civico. Il contesto politico del suo mandato ha visto la scuola italiana attraversare momenti di sfide significative, dai fondi pubblici alla digitalizzazione crescente, dove il dialogo promosso da Fedeli è stato cruciale. Il suo esempio rimane simbolo di servizio pubblico e lotta per l’uguaglianza, ispirando le future generazioni di politiche e attiviste femminili.

In sintesi, Valeria Fedeli ha incarnato il valore della coerenza tra origini locali e impegno nazionale, unendo pragmatismo e visione in una carriera che ha attraversato sindacato, istituzioni e governo. La sua figura, riconosciuta per sensibilità sociale e capacità di mediazione, è diventata patrimonio della democrazia italiana e del sistema educativo, confermando che dedizione e passione civile possono davvero cambiare il corso della storia contemporanea del Paese.

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