Bandcamp: svolta epocale contro la musica generata dall’IA – Tutela e sfide nel nuovo ecosistema digitale
Nel 2026 Bandcamp ha annunciato un divieto totale sulla musica generata, anche parzialmente, dall'intelligenza artificiale, segnando una svolta drastica rispetto ad altre piattaforme come Spotify. Questa decisione nasce dalla necessità di proteggere la creatività umana, considerata un elemento insostituibile nel panorama musicale, particolarmente minacciata dall'esplosione di brani artificiali e deepfake sonori. Bandcamp ha così adottato regole rigorose che impediscono l'upload di contenuti prodotti o arricchiti da IA, garantendo trasparenza agli artisti indipendenti e autenticità agli utenti.
La differenza tra Bandcamp e altre piattaforme è netta: mentre Spotify si limita a interventi successivi e parziali, Bandcamp applica un regime di tolleranza zero, supportato da strumenti di monitoraggio avanzati e da una community attiva. Centrale nel divieto è il contrasto alle imitazioni non autorizzate di stili e voci di artisti famosi, problema esacerbato dal caso "The Velvet Sundown", emblema dei rischi legati ai contenuti artificiali. Tutto ciò alimenta un dibattito acceso sulla natura della creatività, ribadendo il valore dell'apporto umano e ponendo la piattaforma come baluardo dell'integrità artistica.
Questo orientamento offre protezione agli artisti emergenti, minacciati dalla concorrenza sleale delle produzioni IA, ma potrebbe anche limitare innovazioni e attrattività per certi utenti. Bandcamp investe in sistemi di scansione e in formazione per gestire efficacemente il divieto, pubblicando inoltre guide pratiche per supportare gli artisti. La sua posizione rappresenta un laboratorio cruciale per il futuro della musica, dove progresso tecnologico e valori umani si confrontano per definire nuove regole e responsabilità nella cultura digitale.