Crescita economica in Italia: oltre la resilienza per superare il +1% del Pil nel 2026
L'economia italiana si trova in una fase di trasformazione cruciale, dove la resilienza storica ha permesso di superare momenti difficili ma non basta più per garantire una crescita solida e duratura. Secondo le ultime stime, il Pil italiano per il 2026 è proiettato a circa +0,8%, un dato che riconosce i miglioramenti nel consolidamento dei conti pubblici ma evidenzia altresì la necessità di strategie innovative per superare il più ambizioso obiettivo del +1%. La frenata delle esportazioni, dovuta a un rallentamento globale, aumento dei costi energetici e intensa competizione internazionale, rappresenta uno dei limiti principali, mentre la crescita dei redditi da lavoro e la stabilità occupazionale offrono un impulso positivo al mercato interno.
Nonostante la resilienza dimostrata dall'Italia nel fronteggiare crisi finanziarie e sanitarie recenti, permangono sfide significative come il dualismo Nord-Sud, la bassa produttività, le difficoltà nell’attrarre investimenti esteri e un debito pubblico elevato. Il Ministro Giancarlo Giorgetti ha sottolineato la gestione credibile del debito, evidenziata anche dalla riduzione dello spread, ma ha ribadito che solo una crescita superiore al costo del debito permetterà di migliorare la sostenibilità finanziaria. Le previsioni indicano che una domanda interna robusta, investimenti legati al PNRR, innovazione tecnologica, riforme strutturali e politiche attive saranno gli elementi chiave per la crescita futura.
Per superare la soglia dell’1% nel 2026, è necessario un approccio integrato che includa semplificazione normativa, potenziamento infrastrutturale soprattutto digitale e ambientale, stimolo alla ricerca e innovazione, nonché una riforma del sistema educativo incentrata su competenze tecniche e scientifiche. La politica fiscale dovrebbe incentivare gli investimenti mentre la politica monetaria continuerà a favorire condizioni di tasso d'interesse contenuti. L’innovazione, la formazione e la capacità di adattamento delle aziende italiane alle nuove dinamiche internazionali saranno determinanti per rilanciare le esportazioni e sostenere una crescita strutturale. In sintesi, l’Italia deve passare dalla resilienza a un percorso di crescita organica, sostenibile e credibile per assicurare prosperità alle generazioni future.