Il percorso ancora in salita delle donne nella scienza: perché il divario di genere nelle STEM persiste

Il percorso ancora in salita delle donne nella scienza: perché il divario di genere nelle STEM persiste

Il settore STEM rappresenta un pilastro fondamentale per l'innovazione e la crescita economica globale, ma il divario di genere in questi campi rimane un problema critico. Le donne costituiscono meno del 30% degli studenti universitari in STEM e sono sottorappresentate nelle carriere accademiche e professionali, soprattutto nelle posizioni apicali. Questa disparità limita l'efficienza del sistema scientifico, escludendo talenti e idee innovatrici essenziali per lo sviluppo futuro. La Giornata internazionale delle donne nella scienza, istituita dall'ONU nel 2015, serve a sensibilizzare il pubblico e promuovere un cambiamento culturale che favorisca l'inclusione femminile in questi settori. Tuttavia, gli stereotipi di genere radicati sin dall'infanzia, come l'associazione della scienza al mondo maschile, condizionano le scelte formative delle ragazze, alimentando il cosiddetto "soffitto di cristallo" e limitando la partecipazione femminile soprattutto nelle discipline più tecniche come ingegneria e informatica. I dati attuali evidenziano che solo il 28% dei laureati in ingegneria è donna, con un calo significativo nelle posizioni senior e nelle carriere di ricerca. In Italia, nonostante alcune buone pratiche come borse di studio dedicate e network professionali femminili, la situazione resta critica, con una scarsa presenza femminile nelle aziende ICT e nei ruoli direttivi. La pandemia ha ulteriormente aggravato il divario, penalizzando la produttività e l'accesso ai finanziamenti delle ricercatrici a causa delle maggiori responsabilità familiari. È fondamentale adottare strategie multidimensionali, quali interventi precoci nelle scuole, formazione dei docenti, mentoring, politiche per il work-life balance e monitoraggio costante dei dati di genere. Solo un impegno condiviso tra istituzioni educative, enti di ricerca e aziende potrà abbattere le barriere e valorizzare il talento femminile nelle STEM, generando una scienza più inclusiva e un’innovazione più efficace per la società nel suo complesso.

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