Il ruolo delle onde cerebrali nella percezione del sé corporeo: nuove prospettive dalla ricerca svedese

Il ruolo delle onde cerebrali nella percezione del sé corporeo: nuove prospettive dalla ricerca svedese

Il recente studio condotto dal Karolinska Institutet di Stoccolma ha evidenziato il ruolo cruciale delle oscillazioni alfa (onde cerebrali tra 8-12 Hz) nella percezione del sé corporeo, cioè la capacità di riconoscere il proprio corpo come entità separata dall'ambiente. Attraverso metodi innovativi di stimolazione elettrica cerebrale non invasiva e monitoraggio EEG, i ricercatori hanno dimostrato come la frequenza e il ritmo delle onde alfa regolino l'integrazione visivo-tattile necessaria per costruire una rappresentazione corporea coerente e precisa. Questo studio ha coinvolto circa cento volontari, sottoposti a illusioni cognitive come la manipolazione della sensazione di possedere un arto finto, e ha mostrato che onde alfa più veloci si correlano a percezioni corporee più accurate, con ricadute importanti nei disturbi della percezione del corpo.

L'importanza delle oscillazioni alfa si estende dunque oltre la semplice attività cerebrale, aprendo nuove vie per applicazioni concrete e rivoluzionarie. In ambito protesico, ad esempio, modulare tali onde potrebbe facilitare l'integrazione percettiva di arti artificiali, riducendo la sensazione di estraneità. Inoltre, nella realtà virtuale, la regolazione delle oscillazioni alfa promette di migliorare drasticamente il senso di presenza corporea dentro ambienti digitali, con possibili usi terapeutici, riabilitativi e formativi. La stimolazione transcranica a corrente alternata (tACS) emerge come tecnica chiave per modulare queste frequenze a scopi clinici, come nei pazienti con ictus o disturbi neurologici.

Nonostante le potenzialità rivoluzionarie, lo studio presenta ancora limiti riguardanti campioni ridotti e variabilità individuale. Emergono questioni etiche complesse legate alla manipolazione cerebrale e alla privacy. Tuttavia, la ricerca futura mira a sviluppare protocolli personalizzati e test su pazienti clinici, integrando neurotecnologie e realtà virtuale. Questi progressi potranno non solo approfondire la comprensione neurofisiologica della percezione corporea, ma anche tradursi in soluzioni mediche, protesiche e immersive altamente personalizzate, rispettose dell'identità individuale e con un alto valore sociale e terapeutico.

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