Schizofrenia, nuove prospettive dalla ricerca italiana: nel sangue i marcatori che anticipano la risposta ai farmaci

Schizofrenia, nuove prospettive dalla ricerca italiana: nel sangue i marcatori che anticipano la risposta ai farmaci

La schizofrenia è una patologia psichiatrica complessa che interessa circa l'1% della popolazione. Recentemente, una ricerca italiana condotta dal Ceinge Biotecnologie Avanzate di Napoli, in collaborazione con le Università di Salerno e Federico II di Napoli, ha identificato marcatori molecolari nel sangue in grado di prevedere la risposta ai farmaci antipsicotici nei pazienti schizofrenici, distinguendo tra soggetti responsivi e farmacoresistenti. Questo risultato rappresenta una svolta fondamentale per la medicina di precisione e apre la strada a terapie personalizzate più efficaci e meno basate su tentativi empirici.

L’attuale gestione clinica della schizofrenia deve affrontare la sfida della farmacoresistenza, che interessa circa il 30% dei pazienti, causandone un peggioramento clinico e aumentando i costi sanitari. I biomarcatori molecolari isolati nel sangue riflettono lo stato fisiopatologico del paziente e permettono una diagnosi precoce della possibile resistenza farmacologica, evitando trattamenti inefficaci e favorendo approcci terapeutici mirati. Lo studio ha mostrato differenze significative nei profili molecolari ematici tra pazienti rispondenti e non, con caratteristiche legate all’infiammazione, regolazione immunitaria e stress ossidativo. Tali scoperte possono rivoluzionare la pratica clinica, molecularizzando la strategia terapeutica e monitorando la risposta in tempo reale.

Il lavoro italiano si distingue per l’approccio pragmatico e applicabile, con marcatori dosabili facilmente nel sangue, favorendo una diffusione capillare nei contesti ospedalieri. La collaborazione tra centri di ricerca e università ha facilitato l’innovazione traslazionale, con positive ricadute per pazienti e famiglie che ora possono contare su diagnosi più rapide, trattamenti personalizzati e una qualità di vita migliorata. L’orizzonte futuro prevede studi multicentrici, ampliamento dei marker, integrazione con dati genetici e neuroimaging, e lo sviluppo di nuove terapie specifiche, contribuendo a una medicina psichiatrica sempre più personalizzata e predittiva.

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