Violenza nelle scuole: una sfida educativa da affrontare con politiche pedagogiche, non solo di ordine pubblico
La violenza nelle scuole italiane rappresenta una preoccupante realtà che va ben oltre la sicurezza fisica, diventando una sfida educativa centrale. Secondo dati recenti, circa 87.000 studenti tra i 15 e 19 anni hanno dichiarato di aver utilizzato un coltello a scuola, evidenziando un fenomeno grave e complesso che riguarda non solo aggressioni dirette a insegnanti o tra studenti, ma anche dinamiche di bullismo che possono degenerare in atti criminali. È fondamentale leggere questi numeri con attenzione analitica, considerando sia l'attenuarsi di alcune forme di violenza sia la persistenza di episodi gravi, e comprendere come la percezione sociale e mediatica del problema influenzi le risposte delle istituzioni e della comunità educativa. Il fenomeno si manifesta in vari modi: dalla presenza di armi negli zaini a comportamenti intimidatori quotidiani, alimentati da insicurezze, emulazioni e fragilità personali o familiari.
La prevenzione efficace richiede un approccio integrato che coinvolga la scuola, le famiglie, la comunità e le istituzioni pubbliche, ponendo al centro non solo la sicurezza ma soprattutto l'educazione alla convivenza civile. Interventi come mediazione, percorsi emozionali, coinvolgimento attivo degli studenti e la formazione specifica dei docenti sono strumenti fondamentali per trasformare l'ambiente scolastico in un laboratorio di dialogo e rispetto reciproco. La collaborazione con il territorio e l'educazione alla legalità rafforzano un senso di comunità e responsabilità condivisa, contrastando l'isolamento e il disagio.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) sottolinea la necessità di considerare la violenza scolastica come una priorità educativa, non solo di ordine pubblico, e invita a incrementare gli investimenti nella formazione pedagogica e nelle strategie di prevenzione. Solo una scuola inclusiva, che sappia valorizzare ogni studente e promuovere la cultura della non violenza, può costruire una società più sicura e democratica. Le raccomandazioni finali suggeriscono raccolta dati sistematici, formazione continua, sportelli di ascolto, collaborazione territoriale e protagonismo studentesco come pilastri fondamentali per una politica scolastica efficace e duratura contro la violenza.