Effetto bouba-kiki: lo studio di Padova dimostra che anche i pulcini collegano suoni e forme
L'effetto bouba-kiki rappresenta una corrispondenza percettiva universale tra suoni e forme geometriche: la parola "bouba" è associata a figure arrotondate, mentre "kiki" a forme appuntite. Questo fenomeno, studiato da decenni negli esseri umani, è stato ora osservato per la prima volta nei pulcini di appena tre giorni dall'Università di Padova, indicando una natura biologica e non culturale della percezione. Nel loro esperimento, i ricercatori hanno sottoposto i pulcini a 24 prove alternando suoni "bouba" e "kiki" con forme astratte, riscontrando un'associazione innata simile a quella umana, nonostante la loro mancanza di linguaggio o esperienza pregressa. Ciò suggerisce che il meccanismo alla base dell'effetto bouba-kiki sia un principio organizzativo profondo del sistema nervoso, condiviso tra specie evolutivamente distanti e precedente l'evoluzione del linguaggio. Questa scoperta ha importanti implicazioni per le neuroscienze cognitive, poiché implica che la capacità di integrare stimoli multisensoriali e associare suoni a significati abbia radici evolutive antiche e non sia un'esclusiva umana. Pertanto, i modelli sulla genesi del linguaggio dovranno considerare queste basi percettive innate, aprendo nuove prospettive di ricerca su diverse specie e circuiti neurali coinvolti. L'esperimento italiano conferma l'importanza della ricerca di base per comprendere processi cognitivi fondamentali e sottolinea l'eccellenza italiana nel panorama internazionale.