Luca Ward blinda la sua voce contro l'intelligenza artificiale: una mossa pionieristica in Italia
Nel contesto dell'esplosione delle tecnologie di intelligenza artificiale, Luca Ward, celebre doppiatore italiano della voce di attori come Russell Crowe, ha compiuto un gesto fondamentale depositando formalmente il proprio timbro vocale. Questo atto rappresenta un'affermazione di proprietà e una protezione legale contro l'uso non autorizzato e la clonazione della propria voce tramite algoritmi di sintesi, un tema di grande attualità alla luce della crescente diffusione dei deepfake vocali. Il deposito del voice print, pur non essendo equiparabile a un brevetto o a un copyright tradizionale, si configura come un'importante tutela dei diritti di personalità nel diritto civile italiano, colmando un vuoto normativo riguardo la protezione della voce umana nella sua dimensione identitaria e commerciale. Oltre a essere una forma di autodifesa personale, l'iniziativa di Ward apre una riflessione più ampia sulla salvaguardia di un intero settore culturale, quello del doppiaggio italiano, che rischia di essere profondamente trasformato e messo sotto pressione dall'automazione vocale. Infatti, la voce non è solo uno strumento artistico ma un bene tutelabile, il cui utilizzo deve avvenire con consenso e riconoscimento economico. Infine, questo gesto si inserisce in un quadro normativo italiano che, pur offrendo alcune tutele sul piano civico e del diritto d'autore, deve ancora evolversi per affrontare efficacemente le sfide poste dalle nuove tecnologie di IA applicate alla voce.