L'Italia dice sì al centro europeo sull'Intelligenza Artificiale: cosa prevede il progetto AI Frontiers
L'Italia ha ufficialmente aderito al progetto AI Frontiers, iniziativa franco-tedesca per creare un centro europeo di ricerca avanzata sull'Intelligenza Artificiale (IA). Annunciata dalla ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, questa partecipazione indica la volontà italiana di posizionarsi attivamente nel disegno e governo di un polo che vuole competere a livello globale, replicando il modello del Cern di Ginevra. Il paragone con il Cern è emblematico: AI Frontiers si propone come un hub pubblico e sovranazionale, dotato di infrastrutture di calcolo all’avanguardia e di una massa critica di talenti, in grado di contrastare il dominio dei giganti tecnologici americani e cinesi. Questo progetto mira a creare sinergie tra i Paesi europei e a superare la frammentazione delle risorse, valorizzando le eccellenze scientifiche già presenti in Europa, ma rendendo più sistematica la collaborazione. Tra i promotori più autorevoli c’è Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica, che sottolinea l'importanza di uno sviluppo pubblico dell'IA capace di garantire ricerca a lungo termine e affrontare le principali questioni etiche. In un panorama europeo già normativo con l’AI Act, il successo del progetto, che coinvolge anche Francia e Germania, dipenderà dalla capacità politica di definire sedi, budget e governance, evitando ritardi burocratici. L’Italia, pertanto, vuole essere protagonista attiva e non spettatrice nel futuro dell’Intelligenza Artificiale europea.