Canada, la svolta verso l'India nell'istruzione transnazionale: "Serviva più attenzione ai cattivi attori"

Canada, la svolta verso l'India nell'istruzione transnazionale: "Serviva più attenzione ai cattivi attori"

Il presidente dell'Università di Guelph, Rene Van Acker, ha espresso un sincero mea culpa riconoscendo come il sistema universitario canadese abbia ignorato troppo a lungo le pratiche aggressive e poco trasparenti nel reclutamento degli studenti internazionali, soprattutto provenienti dall'India. Questo approccio ha favorito l'ascesa di «bad actors» — agenzie e intermediari che promettevano percorsi migratori più che opportunità formative, compromettendo così la qualità e la reputazione del sistema educativo. Van Acker sottolinea l'importanza di una presa di coscienza interna al sistema per prevenire ulteriori danni e riaffermare l'impegno verso una formazione autentica e responsabile.

Contemporaneamente, il Canada sta vivendo un calo significativo negli arrivi di studenti internazionali dopo un lungo periodo di crescita. Le politiche federali restrittive attuate dal 2024, tra cui limiti agli ingressi e requisiti di visto più severi, hanno colpito in particolare i college privati ma hanno anche inciso sulle università pubbliche, molte delle quali dipendono finanziariamente dalle rette più elevate degli studenti stranieri. Questa nuova realtà impone un ripensamento urgente delle strategie di internazionalizzazione, per sostenere non solo la sopravvivenza economica degli atenei ma anche la loro rilevanza accademica nel contesto globale in evoluzione.

Di fronte a queste sfide, molte università canadesi stanno adottando una nuova strategia: portare direttamente l'offerta formativa in India tramite programmi di istruzione transnazionale (TNE). Questa formula consente di mantenere un legame con il vasto mercato studentesco indiano evitando le restrizioni migratorie, attraverso campus satellite, corsi congiunti e modalità ibride online/in presenza. L'India appare il partner ideale grazie alla sua popolazione giovane e all’apertura normativa verso atenei stranieri. Tuttavia, Van Acker ammonisce: senza rigorosi controlli e governance, i rischi di ripetere dinamiche predatorie già viste potrebbero ripresentarsi. Il caso canadese offre così una lezione globale sull'importanza di una internazionalizzazione responsabile e di una chiara distinzione tra autentica cooperazione accademica e mera espansione commerciale del titolo di studio.

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