Decreto finestre, Franceschini firma: i film tornano obbligatoriamente in sala prima dello streaming
Il Decreto Finestre 2021, firmato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini, ripristina l'obbligo per i film che ricevono contributi pubblici di essere programmati prima in sala cinematografica e solo successivamente in streaming. Questa regola, sospesa durante la pandemia, mira a tutelare l'ecosistema del cinema italiano e il valore culturale della visione collettiva in sala. L'obiettivo è riaffermare la centralità delle sale, bilanciando la crescente influenza delle piattaforme digitali.
La normativa stabilisce una finestra temporale di 30 giorni tra la prima uscita in sala e la disponibilità sul digitale per i film sostenuti da fondi pubblici, una misura più contenuta rispetto all'intervallo tradizionale, che superava i 90 giorni. Il decreto si applica fino al 31 dicembre 2021 e include una clausola di salvaguardia per gli accordi già esistenti tra produttori e servizi di streaming, evitando così contenziosi e rispettando i contratti firmati durante la fase emergenziale.
Questa regolamentazione rappresenta un punto di equilibrio nel complesso rapporto tra cinema e piattaforme, evidenziato dalla grande crescita degli abbonamenti digitali durante la pandemia e il contemporaneo declino delle presenze in sala. Il provvedimento funge da misura transitoria, lasciando aperta la questione di una futura normativa più strutturata che possa definire definitivamente i tempi e i modi della distribuzione audiovisiva in Italia.