Economia blu, il Simposio SBEP di Bucarest rilancia la centralità dell'Oceano nel bilancio UE

Economia blu, il Simposio SBEP di Bucarest rilancia la centralità dell'Oceano nel bilancio UE

Il Simposio della Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP) tenutosi a Bucarest ha rappresentato un punto di svolta cruciale per la strategia dell'economia blu sostenibile in Europa. Con circa 150 stakeholder raccolti, la SBEP ha riaffermato il suo ruolo centrale nel coordinamento degli investimenti e delle politiche marittime, dimostrando come la partnership sia arrivata a metà del proprio percorso e debba ora consolidare i risultati per influenzare il prossimo ciclo di programmazione europeo. Attualmente, la rete riguarda 75 organizzazioni di 32 paesi, tra cui Stati membri, paesi associati e partner extraeuropei, che collaborano per affrontare sfide globali come la protezione degli ecosistemi marini, la transizione energetica offshore, l’acquacoltura sostenibile e la lotta contro l’inquinamento plastic. Questo approccio integrato, unico nel panorama europeo, mira a superare la frammentazione delle politiche oceaniche esistenti, come illustrato da Fabio Fava nel quadro per una politica oceanica connessa, favorendo una stretta sinergia tra ricerca, innovazione, governance e investimenti, e preparandosi a influenzare il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (MFF) dell’UE.

I risultati concreti della SBEP sono notevoli: con due bandi congiunti sono stati finanziati 43 progetti in ambiti diversi, dalla biodiversità marina alle energie rinnovabili costiere. Il terzo bando, in fase di valutazione con 153 pre-proposte, testimonia l’interesse crescente della comunità scientifica e imprenditoriale europea, auspicando un ampliamento significativo del portafoglio di progetti. La formula dei bandi congiunti, che unisce fondi nazionali e cofinanziamento europeo, rappresenta un modello innovativo e efficace per ottimizzare le risorse, riducendo duplicazioni e massimizzando impatti.

Guardando al futuro, la SBEP sollecita Bruxelles a inserire l’Oceano come priorità strategica nel prossimo MFF, anche alla luce dell’impatto significativo del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e della competizione geopolitica sui mari. Nonostante le buone premesse offerte da Horizon Europe e dalla Mission Ocean, il livello degli investimenti rimane insufficiente rispetto alle sfide. L’Italia, grazie alla sua posizione geografica e tradizione nella ricerca marina, può giocare un ruolo chiave in questa nuova fase, contribuendo a definire e beneficiare delle politiche oceaniche integrate europee. Il Simposio di Bucarest ha così segnato il passaggio dalla fase di costruzione a quella di maturità operativa della partnership, lasciando ora alla politica il compito di raccogliere e dare concretezza a questi segnali.

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