Vivian Jenna Wilson sfila per Gucci a Milano: la figlia che ha rinnegato Elon Musk debutta in passerella
Vivian Jenna Wilson, nata Xavier Musk nel 2004, è la figlia di Elon Musk e Justine Wilson. Nel 2022, a diciotto anni, ha legalmente cambiato nome e genere, scegliendo di abbandonare il cognome paterno Musk per assumere quello della madre. Questo gesto ha segnato una rottura personale e pubblica con il padre Elon, il quale ha espresso posizioni critiche e controversie riguardanti la transizione di Vivian. Il cambio di nome si intreccia con il forte desiderio di Vivian di dissociarsi da un rapporto doloroso e complesso, diventando anche simbolo di un dibattito più ampio sui diritti transgender negli Stati Uniti. La giovane è rimasta sotto una relativa discrezione mediatica fino al suo recente debutto sulle passerelle dell'alta moda.
Il debutto di Vivian Jenna Wilson con Gucci durante la Milano Fashion Week 2026 rappresenta un evento di rilevanza simbolica e culturale: prima apparizione di Vivian su una passerella di tale calibro, scelta che Gucci ha effettuato nelle settimane precedenti l'evento. La sua presenza non è stata solo un atto estetico, ma una dichiarazione potente che mette in luce tematiche di inclusività, identità e politica all'interno dell'industria della moda contemporanea. L'immagine di una giovane donna transgender e indipendente, legata a un nome noto globalmente ma scissionata dal suo passato, si carica di significati che trascendono la scena fashion. La Milano Fashion Week si conferma così non solo vetrina di tendenze ma anche palco di questioni sociali profonde.
La relazione pubblica fra Vivian e Elon Musk è stata dolorosa e conflittuale. Elon ha contestato apertamente la transizione della figlia, affermando su social e interviste di sentirsi tradito e accusando la società moderna di influenze negative, in particolare con riferimenti al "virus woke". Vivian ha invece risposto con forza, smentendo le accuse e narrando un'infanzia segnata da difficoltà e assenze paterne. La querelle si è rapidamente trasformata in un simbolo nella cultura americana dei diritti LGBTQ+, collocando la giovane come un simbolo involontario ma significativo nella battaglia per il riconoscimento e il rispetto delle persone transgender. La scelta di sfilare per Gucci e di farsi portatrice di questa narrazione personale sotto i riflettori rappresenta un atto di autonomia e affermazione di sé, in cui la moda diventa medium privilegiato per raccontare una storia di identità e resistenza.