Google Pixel 11, il Tensor G6 delude nei benchmark: il distacco dalla concorrenza rischia di aumentare
Il recente benchmark Geekbench ha rivelato prestazioni iniziali del Google Tensor G6 che hanno suscitato qualche perplessità. Con 845 punti in single core e 2657 in multi core, il chip sembra meno performante rispetto alle aspettative per un processore mobile top di gamma atteso per la seconda metà del 2026. Google sta ancora lavorando sull'ottimizzazione del componente e il risultato potrebbe migliorare, ma il margine da recuperare appare significativo. Il Tensor G6 è dotato di una configurazione CPU a 7 core (2 ad alte prestazioni, 4 di efficienza e 1 core dedicato a basso consumo), discostandosi dal classico schema a 8 core degli altri SoC. Questa scelta sembra orientata a privilegiare l'efficienza energetica e l'integrazione con le tecnologie AI di Google, piuttosto che la potenza larga scala, mantenendo la filosofia dei Tensor ma espandendo il divario rispetto ai concorrenti. Un confronto con i chip di Qualcomm, MediaTek e Apple evidenzia infatti un gap prestazionale marcato; ad esempio, lo Snapdragon 8 Elite e l'Apple A18 Pro superano nettamente i risultati del Tensor G6 nei test sintetici. Questa dinamica mette in discussione la capacità di Google di mantenere un ruolo competitivo nel segmento premium, dove la percezione delle prestazioni è cruciale. Per i futuri Pixel 11, ciò significa una possibile sfida nel conciliare un processore potenzialmente meno potente con un'esperienza d'uso fluida e avanzata. Storicamente, Google ha puntato su NPU e funzionalità AI più che sulla pura potenza CPU/GPU, ma ora dovrà dimostrare che tale strategia sia ancora valida per il mercato premium, soprattutto considerando l'evoluzione rapida del settore mobile. In definitiva, il Tensor G6 suscita più interrogativi che certezze, e resta da vedere se Google introdurrà migliorie nel software, nuove funzionalità AI o altre innovazioni per compensare i limiti prestazionali evidenziati dai benchmark preliminari.