Block, Dorsey licenzia 4.000 dipendenti e punta tutto sull'AI: il titolo vola del 20%
Il 27 febbraio 2026 Block, società fintech di Jack Dorsey, ha annunciato un drastico taglio del 40% della sua forza lavoro, riducendo da circa 10.000 a 6.000 dipendenti, con la perdita di 4.000 posti di lavoro. Contrariamente a quanto si potrebbe aspettare, il titolo di Block in Borsa è salito del 20%, poiché gli investitori vedono in questa riduzione una spinta all’efficienza operativa e marginali più elevati. La motivazione dichiarata per questo maxi-taglio è l’adozione massiccia dell’intelligenza artificiale: molte mansioni eseguite dal personale umano sono ora automatizzate, consentendo di svolgere quelle attività meglio, più velocemente e a un costo inferiore. Questo rappresenta un segnale tangibile della trasformazione del mondo del lavoro guidata dall’AI, che non è più una previsione futura ma una realtà concreta nel settore tecnologico.
La reazione diversificata alla notizia è emblematica: mentre Wall Street applaude questa strategia orientata all’efficienza e al profitto, con risparmi stimati in centinaia di milioni di dollari l’anno che saranno reinvestiti in ulteriori sviluppi di AI, migliaia di lavoratori si trovano improvvisamente disoccupati. Il pacchetto di uscita offerto da Block include 20 settimane di stipendio e copertura sanitaria per sei mesi, condizioni generose ma che non risolvono il problema principale, ossia la difficoltà crescente nel trovare un nuovo impiego in un mercato che procede verso sempre maggiore automazione. Il caso Block si inserisce in un trend globale più ampio: il 2026 segna la diffusione di licenziamenti nelle grandi aziende tech dovuti all’intelligenza artificiale, una differenza sostanziale rispetto ai tagli degli anni precedenti, che erano legati a ridimensionamenti post-pandemia.
L’impatto di queste scelte si estende ben oltre la Silicon Valley e gli Stati Uniti, coinvolgendo anche l’Europa e l’Italia. Le grandi aziende tecnologiche definiscono modelli organizzativi che vengono adottati a livello globale, mentre si avvia un dibattito politico in cui le istituzioni faticano a tenere il passo con la rapidità delle trasformazioni. Questa situazione evidenzia la necessità urgente di politiche di riqualificazione professionale e formazione continua, poiché il futuro del lavoro richiede competenze nuove e aggiornate. La vicenda Block è quindi un campanello d’allarme per tutti: non si tratta solo di 4.000 dipendenti americani licenziati, ma di una sfida globale che riguarda l’intero mercato del lavoro e la società nel suo complesso.