Certificati di malattia INPS, crescono i numeri ma anche i controlli: cosa dicono i dati del 2025

Certificati di malattia INPS, crescono i numeri ma anche i controlli: cosa dicono i dati del 2025

Negli ultimi anni, i certificati di malattia trasmessi all'INPS in Italia hanno mostrato un aumento del 2,8%, evidenziando una tendenza strutturale più ampia. Questo incremento è attribuibile a diversi fattori, tra cui l'invecchiamento della forza lavoro, la maggiore presenza di patologie croniche e gli effetti prolungati della pandemia. Il processo di gestione dei certificati è completamente digitalizzato dal 2010, permettendo ai medici di inviare telematicamente le attestazioni e ai datori di lavoro di accedervi facilmente, anche se permangono alcune zone grigie che rendono complesso il controllo totale dell'assenteismo.

Parallelamente, nel 2025 le visite fiscali effettuate dall'INPS sono salite a quota 199.000, segno di un rafforzamento netto delle attività di verifica. Questi controlli domiciliari hanno l'obiettivo di assicurare la reale sussistenza dello stato di malattia nei lavoratori assenti. Le fasce orarie di reperibilità sono rigidamente garantite, soprattutto nel settore pubblico, e la mancata presenza può portare a sanzioni disciplinari e alla revoca del trattamento economico. L'istituzione di un Polo unico per le visite fiscali ha centralizzato e potenziato queste verifiche, aumentando l'efficacia dei controlli e utilizzando incroci di dati per individuare abusi.

Il settore privato rappresenta il principale settore di emissione dei certificati, con il 78,7% del totale, riflettendo sia la predominanza numerica dei lavoratori privati sia condizioni di lavoro spesso più precarie e usuranti. Interessante è il ruolo delle lavoratrici, che hanno contribuito a una diminuzione del 6% nella richiesta di certificati, fenomeno interpretabile come maggiore attenzione alla prevenzione o effetto della precarietà contrattuale femminile, che porta a una minore propensione a ricorrere alla malattia per timore di perdere il lavoro. Nel complesso, il sistema si trova in una fase di equilibrio delicato tra la tutela sanitaria del lavoratore e la sostenibilità economica e operativa del sistema stesso.

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