Riforma pensioni 2026, i manager HR in affanno sulla previdenza complementare: solo il 15% padroneggia la materia
La riforma pensioni 2026 introdotta dalla Legge di bilancio ha incrementato il ruolo della previdenza complementare, imponendo nuove responsabilità alle aziende, in particolare ai manager delle risorse umane, chiamati a guidare i lavoratori in scelte previdenziali più consapevoli. Sebbene la normativa preveda un rafforzamento dell'informazione circa il conferimento del TFR ai fondi pensione e delle procedure ad esso collegate, in molte realtà aziendali si riscontrano carenze significative nella preparazione degli HR manager. Solo il 15% di questi professionisti possiede una competenza adeguata in materia, un dato preoccupante visto il compito delicato assegnato dalla riforma che va oltre l'amministrazione e richiede una vera funzione educativa.
Le aziende si trovano oggi di fronte a un cambiamento paradigmatico: non sono più tenute ad una semplice comunicazione passiva, ma devono attivarsi per sensibilizzare e informare attivamente i propri dipendenti, organizzando sessioni dedicate, fornendo materiale dettagliato e aggiornato, e rispondendo in modo puntuale a dubbi su costi, rendimenti e meccanismi dei fondi pensione. Tuttavia, la maggior parte delle imprese fatica a dotarsi delle competenze necessarie per svolgere questo ruolo pedagogico, rischiando di trasformare gli adempimenti in procedure formali senza reale valore per i lavoratori.
Infine, dalla prospettiva sindacale emerge la preoccupazione per la tutela del potere d'acquisto delle pensioni, un problema accentuato dall'erosione causata da inflazione e meccanismi contributivi. La previdenza complementare viene vista come strumento chiave per colmare questo divario, ma la sua efficacia dipende da scelte informate da parte dei lavoratori. La mancata preparazione dei manager HR, pertanto, non solo indebolisce il sistema previdenziale integrativo, ma rischia di lasciare milioni di dipendenti privi del supporto necessario per orientarsi in un panorama normativo in evoluzione.