5G in Italia: tra nuove tecnologie e vecchi problemi
Il 5G in Italia è stato annunciato come una rivoluzione digitale destinata a trasformare il Paese, ma sei anni dopo l'arrivo delle prime reti, la realtà è molto diversa. Secondo il report MedUX 2025, l’Italia si colloca tra gli ultimi in Europa per qualità e prestazioni 5G, con velocità di download inferiori alla media continentale, latenza elevata e frequenti interruzioni nello streaming video, indicanti una rete ancora largamente incompleta rispetto alle promesse iniziali. I cittadini lamentano una copertura reale limitata, con solo il 41% del tempo effettivamente connessi a una vera rete 5G, mentre molte aree, specie rurali e periferiche, restano legate a reti 4G o precedenti. Le cause di questi ritardi e carenze sono molteplici: burocrazia complessa, scarse risorse economiche, lentezza nell’installazione delle infrastrutture e difficoltà nella sinergia tra pubblico e privato. A confronto con altri Paesi UE come Germania, Francia e Nord Europa, il divario tecnologico italiano si è anzi ampliato. Le conseguenze sono gravi per cittadini e imprese, che vedono limitate opportunità in smart working, IoT, telemedicina e innovazione industriale. Il futuro richiede un aumento significativo degli investimenti infrastrutturali, una semplificazione normativa e maggiore trasparenza verso gli utenti, per trasformare il sogno 5G in una concreta sfida di crescita e competitività tecnologica per l’Italia.