A Chi Appartiene l’Oro Italiano? Stato, Cittadini e la Verità sulle Riserve Auree tra Emendamento Malan e Critiche
Il dibattito sulla proprietà dell’oro custodito dalla Banca d’Italia si intreccia con temi di sovranità nazionale, tutela del risparmio e rapporti con istituzioni europee. L’emendamento Malan del 2025 ha riaffermato che le riserve auree appartengono esclusivamente allo Stato italiano, cancellando ogni ambiguità precedente che lasciava spazio a interpretazioni sulla proprietà autonoma della Banca d’Italia. Questa presa di posizione è sostenuta da giuristi come Mario Esposito, che vedono nel chiarimento normativo uno strumento per proteggere l’oro da possibili scopi impropri e garantire la sovranità sulle risorse strategiche. Dall’altra parte, figure come Salvatore Rossi e Ferruccio de Bortoli mettono in guardia contro rischi di politicizzazione e un uso potenzialmente dannoso delle riserve, sottolineando l’importanza di un’autonoma gestione tecnica, anche nel contesto europeo.
La discussione coinvolge anche il cosiddetto "partito della BCE", che promuove una governance condivisa e coordinata nell’ambito dell’Eurozona, pur riconoscendo la proprietà degli Stati sulle rispettive riserve. L’emendamento Malan ha quindi rilevanti implicazioni giuridiche, poiché guida il rapporto tra governo e Banca d’Italia e sottolinea la necessità di una trasparenza capace di migliorare la credibilità internazionale e prevenire tentativi esterni di interferenza. Dal punto di vista monetario, l’oro costituisce una sorta di garanzia finale sulla solidità economica, ma il suo uso deve rimanere equilibrato e coerente con gli impegni europei.
Per gli italiani, l’oro rappresenta molto più di una semplice riserva finanziaria: è un simbolo tangibile del patrimonio nazionale che suscita forti sentimenti di appartenenza e sovranità. L’emendamento Malan incarna quindi un’espressione di volontà collettiva di mantenere sotto controllo pubblico un bene strategico, mentre il confronto prosegue su come bilanciare questa tutela con la partecipazione europea. Le prospettive future richiederanno dialogo e equilibrio per evitare tensioni ed assicurare una governance efficace che sostenga la stabilità e la fiducia degli italiani e dei partner europei.