Abbandono Scolastico a Catania: Un'Analisi Approfondita delle Cause, dei Dati e delle Prospettive Future fino al 2025
L'abbandono scolastico a Catania rappresenta una problematica sociale grave, con un tasso del 26,5% ben superiore alla media nazionale italiana del 11,5%. Il fenomeno è particolarmente accentuato nelle periferie, come Librino e San Cristoforo, dove si registrano punte del 44,9%. Tra le principali cause emergono la condizione economica delle famiglie, il basso livello di istruzione genitoriale e la carenza di servizi educativi. La situazione economica precaria influisce significativamente sulla decisione di abbandonare gli studi, creando un circolo vizioso di esclusione e limitate opportunità di mobilità sociale. I dati di Openpolis evidenziano inoltre una forte correlazione tra il titolo di studio dei genitori e il tasso di abbandono dei figli, accentuando le disuguaglianze tra centro e periferia. Il fenomeno dei giovani Neet, che non studiano né lavorano, è allarmante, raggiungendo il 35,4% in media, e fino al 48% in alcune aree, rappresentando sia sintomo che conseguenza dell'abbandono scolastico.
L'analisi mette in luce una serie di disuguaglianze strutturali nel sistema educativo catanese, tra cui l’accesso disomogeneo a scuole di qualità, la scarsa disponibilità di programmi di sostegno e la mancanza di un’efficace collaborazione tra scuola, famiglie e territorio. Malgrado le criticità, esistono sul territorio diverse iniziative e progetti innovativi, come i "Patti educativi di comunità", che coinvolgono associazioni e terzo settore nel fornire doposcuola, laboratori e supporto per prevenire l'abbandono. La strategia di contrasto del fenomeno passa anche per interventi istituzionali finanziati da fondi nazionali ed europei (PON Inclusione, PNRR) finalizzati a potenziare orientamento, sostegno psicologico e percorsi personalizzati per i giovani a rischio.
In conclusione, la sfida dell'abbandono scolastico a Catania necessita di una risposta integrata e coordinata tra scuole, istituzioni, famiglie e terzo settore. È fondamentale promuovere una cultura inclusiva basata sul dialogo e sulla partecipazione attiva, investendo nella scuola come presidio civile e nel sostegno economico alle famiglie più fragili. Solo attraverso una rete stabile tra scuola, servizi sociali e comunità sarà possibile ridurre la dispersione e garantire il diritto all'istruzione, indispensabile per costruire un futuro sociale ed economico equo e sostenibile nella regione.