Accesso a Medicina in Italia: Oltre il Semestre Filtro, Verso una Selezione Attitudinale dei Futuri Medici
L’accesso alla facoltà di Medicina in Italia è un tema cruciale, segnato dal dibattito sul semestre filtro, una selezione progressiva introdotta per gestire l’elevato numero di candidature. Sebbene questa soluzione miri a garantire un adeguato livello di preparazione, evidenzia significative criticità: ansia elevata tra studenti, concorrenza sleale e una valutazione esclusivamente teorica delle competenze, trascurando attitudini personali fondamentali per la professione medica. Il test di ingresso attuale privilegia conoscenze nozionistiche, ignorando motivazione, empatia e competenze trasversali, rischiando così di escludere candidati con forte vocazione ma meno performanti in quiz a risposta multipla.
In risposta a queste limitazioni, si propone una selezione attitudinale che integri strumenti quali colloqui motivazionali, questionari sulle soft skills, assessment psicologici e simulazioni cliniche. L’obiettivo è valutare non solo il bagaglio teorico, ma anche la personalità, la resilienza e l’umanità del futuro medico. L’importanza di qualità come empatia, intelligenza emotiva, etica e lavoro di squadra è riconosciuta a livello internazionale, con paesi come Regno Unito, Canada e Australia che già applicano sistemi di selezione più articolati. Ciò permette una formazione più completa e umanizzata, con benefici evidenti per il rapporto medico-paziente e la gestione dello stress professionale.
Tuttavia, l’introduzione di questi criteri comporta sfide rilevanti, quali la necessità di standardizzarli per evitare valutazioni soggettive e discriminazioni, gestire l’elevato numero di candidati e formare valutatori qualificati. Inoltre, si auspica una parallela riforma nella selezione dei docenti universitari, includendo criteri motivazionali e relazionali. In prospettiva, un sistema integrato e trasparente, che unisca competenze scientifiche e attitudinali, rappresenta la chiave per formare medici non solo preparati ma profondamente umani, rispondendo alle nuove esigenze della sanità moderna e garantendo un futuro medico di qualità in Italia.