Alzheimer: scoperto il meccanismo che inceppa il 'tasto replay' della memoria durante il sonno
La malattia di Alzheimer rappresenta una delle più grandi sfide neuroscientifiche e socio-sanitarie contemporanee, colpendo milioni di individui nel mondo. Un recente studio dell'University College di Londra, pubblicato su _Current Biology_, ha focalizzato la propria attenzione su un meccanismo cruciale per la memoria: il cosiddetto "tasto replay" durante il sonno, che consente di consolidare i ricordi rivivendo le sequenze neurali associate alle esperienze di veglia. Questa ricerca evidenzia come tale processo sia compromesso dalla presenza delle placche amiloidi, i depositi anomali di proteine tipici dell'Alzheimer, che alterano profondamente l'attività neuronale durante le fasi di riposo.
Il "tasto replay" agisce principalmente nell'ippocampo, riattivando in modo ordinato le sequenze neurali per rinforzare e trasferire i ricordi alla corteccia cerebrale. Il sonno, fondamentale per la rimozione di scarti come le proteine beta-amiloidi, è dunque centrale anche per la funzione mnemonica. L'indagine condotta sui topi ha mostrato che nei modelli malati l'attività di replay diventa disorganizzata, causando difficoltà nell'apprendere e ricordare percorsi, un sintomo tipico della disfunzione cognitiva altrimenti osservata negli esseri umani affetti.
Le implicazioni di queste scoperte sono molteplici: da un lato aprono nuove frontiere per la diagnosi precoce dell'Alzheimer, monitorando l'attività di replay cerebrale; dall'altro suggeriscono potenziali terapie volte a stimolare o riattivare questo meccanismo disfunzionale, andando oltre il solo controllo delle placche amiloidi. La ricerca traslazionale si focalizzerà ora sul trasferire queste evidenze nei pazienti, mentre la società è chiamata a sensibilizzarsi sull'importanza della prevenzione e della cura della qualità del sonno per la salute cerebrale. Questa scoperta rappresenta un passo significativo verso la comprensione e la possibile gestione della malattia di Alzheimer.