Aumenti in vista per il personale scolastico nel 2026: ecco come la cedolare secca al 15% cambierà gli stipendi accessori

Aumenti in vista per il personale scolastico nel 2026: ecco come la cedolare secca al 15% cambierà gli stipendi accessori

Nel 2026 il personale scolastico italiano, compresi docenti e assistenti ATA, potrà beneficiare di significativi aumenti stipendiali grazie all'introduzione della cedolare secca al 15% sui compensi accessori prevista dalla Legge di Bilancio e dal DDL scuola 2026. Questa nuova normativa fiscale sostituisce la tassazione progressiva con un'aliquota fissa più bassa, incrementando il netto in busta paga per ore aggiuntive, incarichi e supplenze brevi, e stimola una maggiore partecipazione a attività extracurricolari, più remunerative e semplificate sul piano fiscale. Accanto a questo, viene riconosciuto un aumento annuo di circa 140€ per i lavoratori con RAL sotto i 50.000€, intervenendo su circa l'85% del personale scolastico e migliorando la competitività salariale rispetto agli standard europei.

Le simulazioni indicano che, grazie alla cedolare secca, anche compensi accessori di 1200€ possono tradursi in un incremento netto del 10%, con miglioramenti più accentuati per il personale ATA e per le supplenze brevi, categorie finora meno tutelate. Il DDL inoltre prevede un incremento mensile medio tra 82€ e 186€, contribuendo a colmare un ritardo salariale del 15-28% rispetto a Paesi come Francia, Spagna e Germania. L’estensione della misura a supplenze di breve durata e al personale ATA rappresenta un passo innovativo per la valorizzazione complessiva del comparto scolastico.

Nonostante l'approvazione generale del provvedimento da parte dei principali sindacati, permangono criticità legate al rischio di disparità territoriali nell'accesso agli incarichi accessori e alla possibile crescita della componente accessoria rispetto al salario base, che potrebbe generare squilibri contrattuali. Tuttavia, la riforma si configura come un primo importante passaggio verso una maggiore equità salariale e un riconoscimento più coerente del lavoro svolto nella scuola pubblica, delineando un quadro positivo e solido per il futuro prossimo del settore.

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