Björn Andrésen: Addio all’Eterno Tadzio di “Morte a Venezia”. Una Vita Segnata dalla Bellezza e dalla Solitudine
Björn Andrésen, l'attore svedese noto per il ruolo mitico di Tadzio nel film "Morte a Venezia" di Luchino Visconti, è morto a 70 anni lasciando un'eredità culturale profonda ma segnata da difficoltà personali. Nato nel 1955 a Stoccolma, Andrésen fu scelto da Visconti per la sua bellezza efebica dopo una lunga ricerca in Europa, diventando presto simbolo universale di un'estetica inquietante e ambigua. La fama travolgente acquisita ancora adolescente lo proietto in un mondo di ossessione mediatica e aspettative impossibili, per lui fonte di forte disagio e isolamento, complici anche le etichette imposte contro la sua volontà, come quella di icona gay.
Nonostante il successo planetario di "Morte a Venezia" e il ruolo simbolico di Tadzio nella cultura popolare e artistica, Andrésen ha vissuto profondi periodi di depressione e ha spesso parlato del peso psicologico della sua fama precoce. Rifugiatosi in Svezia, ha scelto una vita più riservata dedicata alla famiglia e ad altre forme di espressione artistica, partecipando saltuariamente al cinema e collaborando anche come scrittore. La sua immagine ha influenzato persino la cultura giapponese, ispirando personaggi come quelli di "Lady Oscar".
Gli ultimi anni lo hanno visto tornare solo sporadicamente agli eventi pubblici, mantenendo un profilo discreto. La sua scomparsa richiama l'importanza di riflettere sulle fragilità dietro le icone e sui costi umani della fama precoce e imposta. Björn Andrésen resta una figura unica che ha incarnato la delicatezza, la bellezza e la fugacità della giovinezza, lasciando un segno indelebile sul cinema e sulla cultura globale.