Contestazione Pro Palestina all’Università di Bergamo: Giorgio Gori nel mirino durante un convegno
Il 23 gennaio 2026 l’Università di Bergamo è stata teatro di un acceso episodio di contestazione durante un convegno su giovani, università e lavoro. Manifestanti pro Palestina hanno interrotto l’intervento di Giorgio Gori, esponendo uno striscione con la scritta «Fuori i sionisti dalle Università» e pronunciando slogan estremi, tra cui uno invocante violenza contro sionisti. L’evento ha provocato forte scalpore, coinvolgendo studenti, accademici e politica nazionale, con posizioni divisive tra sostenitori della protesta e critici delle modalità e dei contenuti espressi.
Il contesto dell’episodio è un convegno volto a discutere le sfide giovanili riguardanti istruzione e lavoro, con la partecipazione di Gori, figura istituzionale locale di rilievo. La protesta ha messo in evidenza tensioni legate al conflitto israelo-palestinese, facendo emergere difficoltà nell’equilibrare libertà di espressione e rispetto reciproco nelle sedi accademiche. Michele Boldrin ha documentato l’evento sui social, mentre Elly Schlein ha espresso solidarietà a Gori, condannando messaggi d’odio e invocando dialogo civile.
L’Università ha rinnovato il proprio impegno per il pluralismo e il confronto legale e rispettoso nelle sue aule. Questo episodio si inserisce in una più ampia serie di proteste universitarie italiane, originando riflessioni sulle responsabilità degli attori coinvolti nel mantenere l’università come spazio di dialogo e crescita. La vicenda evidenzia la sfida di gestire proteste dall’alto impatto emotivo, garantendo libertà di critica senza cadere nell’incitamento alla violenza, con prospettive future orientate a promuovere un confronto civile e inclusivo nei luoghi del sapere.