Crescita degli studenti STEM in Italia: scenari e sfide tra lavoro, formazione e uguaglianza sociale
Negli ultimi due decenni, l'Italia ha visto un progressivo aumento delle immatricolazioni nei corsi STEM, con un incremento del 73,4% dal 2000 al 2024. Tale crescita si deve a un mutamento culturale dei giovani italiani, che riconoscono il valore delle competenze scientifiche e tecnologiche per il futuro lavorativo. Le iniziative di orientamento scolastico e i progetti promossi sia pubblicamente che privatamente hanno rafforzato l'interesse verso ingegneria, matematica, fisica e informatica. Tuttavia, permane una disparità geografica nel Paese e la necessità di un'offerta formativa aggiornata alle richieste del mercato.
Il mercato nazionale continua a mostrare una domanda annua stimata tra 72.000 e 82.000 lavoratori STEM, ma si registra una carenza di figure specializzate tra 8.000 e 17.000 ogni anno. Questo divario rischia di limitare lo sviluppo economico e tecnologico nazionale, sottolineando l'importanza di allineare formazione e fabbisogno del mondo del lavoro. Le università lavorano per migliorare qualità e attrattività dei propri percorsi, integrandoli con soft skills e percorsi interdisciplinari, mentre si osserva una lenta crescita della presenza femminile nei corsi STEM.
Le disuguaglianze sociali influenzano significativamente le scelte formative scientifiche, dove condizioni familiari, disponibilità economiche e disparità territoriali riflettono un accesso non uniforme alle opportunità educative. Il Cicap Fest 2025 ha evidenziato l'importanza di politiche inclusive per garantire equità, combattere stereotipi di genere e sviluppare un sistema di orientamento precoce. Solo investendo su istruzione, inclusione e partenariati pubblico-privati si potrà rispondere efficacemente alla domanda di competenze STEM, garantendo prospettive occupazionali solide e mobilità sociale ai giovani italiani.