Crisi dei Precari nell’Università Italiana: L’Allarme di Alessandro Barbero e le Gravi Conseguenze di un Sistema in Stallo
La situazione dei precari nell’università italiana è diventata un’emergenza strutturale che coinvolge migliaia di lavoratori tra ricercatori, dottorandi e post-dottorandi. Alessandro Barbero, storico di fama internazionale, ha lanciato un allarme sulle conseguenze devastanti di un sistema accademico sempre più precarizzato, dove contratti temporanei e mancanza di investimenti impediscono la stabilizzazione professionale. Alla base di questa crisi vi sono tagli ai finanziamenti pubblici, scelte politiche miopi e un’insufficiente pianificazione a lungo termine che provocano una “grande espulsione” dal mondo accademico, con molti giovani costretti all’emigrazione o a rinunciare alla carriera nella ricerca. Il caso emblematico dell’Università di Torino, dove un quarto dei post dottorandi è privo di contratto, riflette una condizione diffusa in tutto il paese. Nonostante il loro ruolo cruciale in didattica e ricerca, questi lavoratori vivono in uno stato di precarietà esistenziale e professionale, senza riconoscimento né tutele adeguate. L’Assemblea Precaria università si è fatta portavoce di queste istanze, chiedendo investimenti strutturali, trasparenza nei concorsi e diritti minimi come previdenza e stabilizzazione. Nel confronto internazionale, l’Italia resta indietro rispetto a Paesi come Germania e Francia, che garantiscono maggiori fondi e percorsi più certi. La crisi dei precari colpisce direttamente la qualità della ricerca e il futuro innovativo del Paese, rendendo urgente un cambiamento radicale. Solo attraverso un impegno congiunto di istituzioni, politica e società civile potrà essere colmata questa frattura, evitando che l’università italiana perda il suo capitale intellettuale e la sua competitività a livello globale.