Crisi del Ceto Medio e Futuro dei Giovani: Un'Italia Divisa tra Disuguaglianze e Mancanza di Opportunità
L’Italia del 2025 si trova di fronte a una profonda crisi del ceto medio, che si è più che dimezzato negli ultimi vent’anni passando dal 60% al 35% della popolazione. Questo declino è accompagnato da una crescente percezione della povertà e delle disuguaglianze, percepite come problematiche dominanti da oltre metà degli italiani. Le trasformazioni economiche, sociali e politiche hanno eroso il potere d’acquisto e la stabilità di molte famiglie tradizionalmente appartenenti al ceto medio, con un impatto significativo su beni fondamentali come la casa e l’istruzione. Il ceto medio, un tempo fulcro della crescita e della coesione sociale, vede ridotti i propri strumenti di sicurezza e mobilità sociale.
Parimenti drammatica è la situazione dei giovani, che mostrano un alto livello di disillusione: circa il 74% non percepisce opportunità concrete per il proprio futuro e il 62% si sente in una corsa senza meta ben definita. Le cause principali di questo stato di crisi sono la precarietà del lavoro, la scarsa formazione adeguata alle nuove esigenze tecnologiche, il basso salario e le difficoltà nell’accesso all’indipendenza abitativa. Il mercato del lavoro fatica a offrire posti stabili e qualificati, mentre il sistema educativo mostra un crescente mismatch con la domanda di competenze. Questa condizione non solo mette a rischio il benessere individuale, ma determina anche un aumento dell’emigrazione giovanile e un progressivo indebolimento del tessuto sociale.
Infine, le conseguenze di queste dinamiche sono evidenti nella crescente disuguaglianza e nella perdita di fiducia nelle istituzioni. Il rischio è una società divisa e sempre meno coesa, con livelli inferiori di natalità e investimenti culturali ridotti. Per invertire questa tendenza, gli esperti propongono riforme strutturali che coinvolgano istruzione, formazione, politiche abitative e sostegno al lavoro giovanile, con l’obiettivo di rilanciare il ceto medio e offrire reali opportunità alle nuove generazioni. Solo un intervento integrato e di lungo termine potrà ricostruire fiducia e dare speranza all’Italia del futuro.