Crisi edilizia scolastica a Napoli: l'istituto ristrutturato e inutilizzato, la protesta delle famiglie e il dramma sicurezza

Crisi edilizia scolastica a Napoli: l'istituto ristrutturato e inutilizzato, la protesta delle famiglie e il dramma sicurezza

La crisi dell'edilizia scolastica a Napoli si manifesta in modo emblematico con la vicenda dell’Istituto Comprensivo "Eduardo De Filippo", una scuola totalmente rinnovata con i fondi PNRR ma ancora chiusa e inutilizzata. Nonostante i lavori di ristrutturazione siano terminati da oltre un anno, la struttura resta vuota mentre studenti e famiglie sono costretti a frequentare sedi fatiscenti e insicure, con gravi problemi di infiltrazioni, muri scrostati e rischi strutturali. Il progetto, nato come esempio di investimento efficiente sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si traduce in un caso di gestione inefficiente, con ostacoli burocratici, ritardi nelle certificazioni e assenza di volontà politica che bloccano l'apertura dell'edificio.

Le famiglie, esasperate dalla precarietà delle condizioni attuali e dai continui rinvii, hanno organizzato proteste, occupazioni simboliche e inviato appelli diretti al Ministro dell’Istruzione, rivendicando il diritto a un ambiente scolastico sicuro e dignitoso. Le proposte delle istituzioni locali, come i doppi turni pomeridiani per gestire la carenza di spazi, sono state fortemente rigettate dalla comunità, che ne denuncia l'impatto negativo sul benessere degli studenti e sulle possibilità organizzative delle famiglie. Questa situazione di stallo evidenzia anche un problema più ampio: oltre il 60% degli edifici scolastici italiani necessitano di interventi strutturali urgentissimi, rendendo la sicurezza nelle scuole un tema nazionale prioritario.

La risposta istituzionale appare frammentata e priva di tempestività, con motivazioni che spaziano dai mancati collaudi antincendio alle complicazioni burocratiche per la consegna delle chiavi. Tra indifferenza e promesse non mantenute, cresce la sfiducia della comunità verso le autorità. Diverse proposte per superare l'impasse includono la creazione di tavoli di coordinamento fra enti coinvolti, snellimento delle procedure burocratiche e affidamenti temporanei a enti del terzo settore. Solo con un impegno condiviso, trasparente e rapido sarà possibile garantire finalmente agli studenti napoletani ambienti sicuri e dignitosi per l’apprendimento, restituendo fiducia in un sistema ormai messo a dura prova.

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