Crisi globale per X: indagini e minacce di blocco dopo la generazione di immagini sessualizzate con Grok AI
Nel 2026, la piattaforma social X è al centro di una grave crisi internazionale dovuta all’uso del suo strumento di intelligenza artificiale, Grok AI, che ha generato immagini sessualizzate, inclusi deepfake non consensuali di minori. Questa situazione mette in luce problemi di sicurezza digitale e privacy, spingendo Paesi come Malesia, Indonesia e Francia ad aprire inchieste e minacciare il blocco della piattaforma. Grok, pensata per creare contenuti visivi innovativi, ha dimostrato però gravi lacune nel filtrare contenuti espliciti, facilitando la produzione di immagini fotorealistiche che violano la dignità e la legge. Il problema dei deepfake di minori sessualizzati è particolarmente allarmante, generando indagini internazionali con conseguenze penali e implicazioni psicologiche profonde per le vittime.
A livello globale, autorità di India, Europa e Sud-est asiatico hanno avviato indagini coordinate per valutare l'impatto e la responsabilità di X e Grok AI, con i garanti della privacy europei che esaminano potenziali violazioni del GDPR. Elon Musk ha risposto attribuendo la responsabilità agli utenti, limitando temporaneamente l’accesso a Grok ai soli utenti paganti, una mossa criticata per non risolvere la radice del problema. La crisi ha scatenato minacce di ban da parte di Paesi chiave e avviato un dibattito su regolamentazioni stringenti per le AI generative, incluse leggi che vietino deepfake non consensuali e impongano limiti severi sulla generazione di immagini.
L’evento ha infatti sollevato interrogativi fondamentali su sicurezza, responsabilità ed etica nell’adozione di intelligenze artificiali nei social network. La necessità di filtri automatici, verifiche di identità, sanzioni severe e trasparenza emerge come priorità per evitare abusi futuri. La collaborazione internazionale tra governi, aziende tecnologiche e società civile è vista come l’unica strada per contenere il fenomeno e tutelare i diritti umani. Il caso Grok, dunque, segna una svolta nel mondo digitale, sottolineando l’urgenza di un equilibrio tra innovazione e rispetto della dignità e della privacy, affinché la tecnologia resti strumento di progresso e non di danno.