Crisi tra Cloudfare e Italia: A rischio la cybersicurezza delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 dopo la multa Agcom

Crisi tra Cloudfare e Italia: A rischio la cybersicurezza delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 dopo la multa Agcom

La cybersicurezza rappresenta oggi una delle priorità principali per eventi di portata globale come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Cloudfare, leader internazionale nella protezione informatica e partner chiave per la sicurezza digitale dell'evento, si trova coinvolta in una grave crisi con l'Italia dopo una multa comminata dall'Agcom per presunte violazioni delle norme antipirateria. Questa sanzione ha spinto l'azienda a valutare l'interruzione dei propri servizi pro bono e la possibile rimozione dei server dal territorio italiano, decisioni che potrebbero indebolire fortemente la sicurezza digitale dell'evento e rallentare l'intero tessuto tecnologico locale.

Fondata nel 2009 negli Stati Uniti, Cloudfare ha costruito in Italia un'infrastruttura tecnologica strategica, contribuendo con investimenti rilevanti e tutelando industrie e eventi da minacce informatiche come DDoS e furti di dati. La multa dell'Agcom si basa sull'accusa che alcune sue infrastrutture siano state utilizzate per ospitare siti pirata, non rispettando le direttive di blocco e segnalazione. Di fronte a ciò, il CEO Matthew Prince ha annunciato possibili contromisure drastiche che hanno immediatamente generato allarme tra istituzioni, organizzatori olimpici e il governo italiano, richiedendo incontri urgenti per risolvere la controversia.

Le Olimpiadi rappresentano non solo un palcoscenico sportivo, ma anche un banco di prova per le capacità di difesa digitale del Paese ospitante. Senza un partner tecnologico di alto livello come Cloudfare, aumentano i rischi di attacchi informatici, dalla compromissione di dati alla destabilizzazione dei sistemi di gestione dell'evento, con potenziali gravi ripercussioni di carattere economico, istituzionale e reputazionale. L'intervento diplomatico tra Italia e Stati Uniti, unito alla necessità di bilanciare le esigenze di sicurezza e di tutela dei diritti d'autore, segna un momento cruciale per definire il futuro della cybersicurezza italiana in vista del 2026.

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