Cybersicurezza e Difesa: Il Nuovo DDL Trasforma le Forze Armate nella Guerra Ibrida Digitale
Negli ultimi anni l'Italia ha assistito a una crescita significativa delle minacce cyber, indirizzate non solo contro infrastrutture critiche ma anche contro dati strategici pubblici e privati. Questa nuova realtà si inserisce nel quadro più ampio della guerra ibrida, dove attacchi digitali, manipolazione informativa e altre forme asimmetriche si combinano per destabilizzare gli avversari senza un conflitto aperto. Il cyberspazio è ormai riconosciuto come quinto dominio di operazioni militari, accanto a terra, mare, aria e spazio, imponendo esigenze di difesa e strategie innovative a livello nazionale e internazionale.
Il disegno di legge (DDL) recentemente presentato prevede un ruolo esteso per le Forze Armate nella difesa cibernetica, includendo la possibilità di intervento anche in tempo di pace. Tra le principali novità rientrano l’istituzione di corsi obbligatori di formazione alla cyber defence per il personale militare, la collaborazione controllata con esperti esterni e la creazione di una struttura di comando specializzata per la gestione delle minacce digitali. Ciò supera il precedente limite che confinava l’azione militare solo a situazioni di guerra tradizionale, riconoscendo la necessità di risposte rapide e flessibili nell’ambito delle minacce ibride.
L’attuazione della riforma comporta importanti cambiamenti operativi e strategici: monitoraggio costante delle reti, cooperazione internazionale e supporto alle pubbliche amministrazioni, rafforzando il deterrente italiano nel cyberspazio. Tuttavia, emergono sfide quali il bilanciamento tra sicurezza e diritti civili, la formazione continua, il coinvolgimento di risorse esterne e la gestione delle tecnologie. Accanto a ciò, si sottolinea il ruolo chiave di università e industria tecnologica nella formazione e nel supporto operativo, configurando una sinergia pubblico-privata essenziale per la sicurezza informatica nazionale.