Deepfake con Seedance 2.0 di ByteDance: da Brad Pitt a Tom Cruise, l'IA che preoccupa Hollywood e non solo
ByteDance ha lanciato Seedance 2.0, un avanzato modello di intelligenza artificiale generativa capace di creare video realistici di 15 secondi a partire da semplici istruzioni testuali. Rispetto alla prima versione, il nuovo modello produce clip con movimenti fluidi, espressioni facciali credibili e illuminazione coerente, rendendo l'accesso alla generazione video fotorealistica accessibile a un vasto pubblico senza competenze tecniche. Il lancio ha scatenato immediatamente un'ondata di deepfake di celebrities come Brad Pitt e Tom Cruise, contenuti tanto realistici da sollevare preoccupazioni sulle implicazioni etiche e legali. La diffusione rapida di questi video evidenzia una sfida regolatoria, specialmente in relazione all'applicazione dell'AI Act europeo che impone trasparenza ma fatica a governare contenuti generati a ritmi così elevati.
Il funzionamento di Seedance 2.0 si basa sulla tecnologia text-to-video, dove l'utente descrive il contenuto desiderato tramite prompt in linguaggio naturale e il sistema genera rapidamente video di qualità superiore rispetto ai concorrenti. Questa semplicità e potenza trasformano ogni utente in un potenziale creatore di contenuti video fotorealistici, con conseguenze dirette sul mercato creativo e sull’industria audiovisiva. Tale evoluzione ha sollevato allarme tra gli addetti ai lavori di Hollywood: Rhett Reese, noto sceneggiatore, ha evidenziato come questo modello metta a rischio lavoro e professionalità tradizionali, minacciando l'intera catena produttiva, dalla scrittura alla produzione cinematografica.
Le implicazioni legali restano molteplici e complesse. Il copyright e il diritto all'immagine sono difficili da applicare su contenuti generati da intelligenze artificiali che riproducono volti e gesti senza consenso, mentre la composizione dei dataset di addestramento resta opaca. A livello lavorativo, Seedance 2.0 potrebbe rivoluzionare i processi creativi, diminuendo la necessità di attori, troupe e altre professionalità, con effetti importanti sul mercato del lavoro e sulla formazione futura, soprattutto in Italia. La questione è aperta, mentre la tecnologia avanza rapidamente e le regolamentazioni faticano a tenere il passo.