Docente precaria licenziata dopo infortunio in classe: il caso solleva interrogativi sulla tutela dei lavoratori della scuola
La vicenda della docente precaria di Bari, licenziata dopo un grave infortunio in classe, ha acceso un dibattito cruciale sulla protezione dei lavoratori scolastici con contratti a tempo determinato. L'incidente, inizialmente riconosciuto dall'INAIL come infortunio sul lavoro, è stato successivamente riclassificato come malattia comune, determinando il rapido licenziamento della docente dopo il superamento dei trenta giorni di assenza previsti per i precari. Questo caso evidenzia le limitate tutele a cui sono sottoposti gli insegnanti supplenti, i quali rischiano di perdere la propria posizione anche in seguito a incidenti occorsi in servizio. L'appello della docente al Ministro Valditara ha promosso una riflessione sulle lacune normative attuali e ha sollevato richieste per un intervento urgente volto a garantire equità e sicurezza. Nel contesto più ampio della scuola italiana, questo evento mette in luce la precarietà crescente, le condizioni di lavoro spesso difficili e la necessità di politiche più attente e organiche che tutelino pienamente tutto il personale scolastico. La vicenda, simbolo di un problema sistemico, invita a una revisione puntuale delle norme sulla malattia, l'infortunio e il rapporto di lavoro, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza e i diritti degli insegnanti precari, elemento fondamentale per garantire la qualità e la stabilità del sistema educativo nazionale.