Docenti e Ata italiani, tra i meno pagati d’Europa: Landini boccia il 6% di aumento – "Inaccettabile con l’inflazione alle stelle"

Docenti e Ata italiani, tra i meno pagati d’Europa: Landini boccia il 6% di aumento – "Inaccettabile con l’inflazione alle stelle"

Il settore scolastico italiano si trova in una situazione complessa, con docenti e personale Ata tra i meno pagati d’Europa. L’aumento contrattuale proposto del 6% per il 2026 è stato giudicato insufficiente dalla CGIL e da Maurizio Landini, soprattutto in considerazione di un’inflazione che ha superato il 18% negli ultimi tre anni, erodendo significativamente il potere d’acquisto. Il divario salariale con altri Paesi europei, in particolare con stati come l’Austria, supera il 30%, portando a conseguenze gravi quali la fuga di insegnanti verso l’estero alla ricerca di migliori condizioni lavorative e retributive.

Il sindacato Flc-Cgil ha sottolineato inoltre la necessità di riconoscere gli arretrati salariali accumulati e ha rifiutato la firma sul rinnovo contrattuale, aprendo una fase di stallo nelle trattative. Il fenomeno dell’esodo di giovani insegnanti è direttamente collegato al mancato adeguamento degli stipendi e rappresenta un rischio per il capitale umano del sistema scolastico italiano. La questione salariale, quindi, è un nodo cruciale non solo per le condizioni lavorative attuali ma anche per la competitività e attrattività del sistema scolastico a livello europeo.

Per invertire questa tendenza, si richiedono interventi strutturali che vadano oltre il mero aumento salariale: politiche fiscali più favorevoli, investimenti infrastrutturali, maggiore autonomia gestionale e formazione continua sono elementi indispensabili. L’uso strategico dei fondi europei potrebbe rappresentare un’opportunità per finanziare le riforme necessarie. Il futuro della scuola italiana dipende dalla capacità di garantire dignità e valorizzazione professionale agli insegnanti, recuperando competitività e coesione sociale attraverso un impegno condiviso tra Governo, sindacati e società civile.

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