Due Anni di Bocciatura nel Periodo di Prova: La Corte di Cassazione Ribadisce la Legittimità della Dispensa dal Servizio dei Docenti
La sentenza n. 28904 del 1° novembre 2025 della Corte di Cassazione segna un punto fermo nella giurisprudenza italiana riguardo al periodo di prova per i docenti. In particolare, il caso di una docente di diritto ed economia bocciata per due anni consecutivi nel periodo di prova e successivamente dispensata dal servizio sottolinea che tale periodo non è una semplice formalità, ma un effettivo esame delle competenze professionali e didattiche. La valutazione negativa, espressa all’unanimità dal Comitato di valutazione, dal dirigente scolastico e dagli ispettori tecnici, ha portato all’avvio della procedura di licenziamento, legittimata dalla normativa vigente e confermata in tutte le sedi giudiziarie fino alla Cassazione, la quale ha ribadito che la dispensa dal servizio è un atto discrezionale, non disciplinare.
Il periodo di prova rappresenta un istituto fondamentale nel rapporto di lavoro scolastico, disciplinato rigorosamente dalla normativa (articolo 438 del d.lgs. 297/1994) e finalizzato a verificare competenze didattiche, relazionali e professionali del docente. Durante questo periodo, la valutazione si basa su osservazioni in classe, progettazione didattica e colloqui, instaurando un processo rigoroso e trasparente che tutela la qualità dell'insegnamento e l’integrazione nel contesto scolastico. La sentenza sottolinea che la valutazione negativa deve essere considerata uno strumento selettivo a tutela degli studenti e della professionalità del corpo docente.
Le implicazioni della sentenza trascendono il singolo caso, richiamando una maggiore responsabilità degli organi valutativi scolastici e sottolineando l’importanza della trasparenza, autonomia e rigore nella gestione del periodo di prova. Per i docenti, ciò implica la necessità di un impegno serio e consapevole, considerando la valutazione come opportunità di crescita e di miglioramento. Per la scuola italiana si apre così la sfida di mantenere un sistema di valutazione efficace, imparziale e rigoroso, fondamentale per elevare la qualità dell’insegnamento e garantire il futuro del sistema educativo nazionale.