È davvero finita la corsa al Transnational Education? Il futuro incerto dei campus esteri delle università nordamericane

È davvero finita la corsa al Transnational Education? Il futuro incerto dei campus esteri delle università nordamericane

La Transnational Education (TNE) nel Nord America ha rappresentato negli ultimi vent’anni una strategia ambiziosa di espansione globale per le università statunitensi e canadesi, che hanno aperto numerosi campus all’estero con obiettivi di internazionalizzazione, attrazione di studenti e rafforzamento del brand. Questo processo ha avuto un impulso forte soprattutto nei primi anni 2000, con la creazione di quasi un centinaio di campus esteri statunitensi e alcuni canadesi in Paesi emergenti in Medio Oriente, Asia e Nord Africa. Tuttavia, negli ultimi anni la corsa ai campus internazionali si è arrestata, segnando l’inizio di una fase di ripensamento e ridimensionamento a causa di problemi finanziari, gestionali e geopolitici, acuiti dalla pandemia. Il caso emblematico della chiusura dei campus di Texas A&M e Università di Calgary in Qatar simboleggia questa crisi, evidenziando le difficoltà di sostenere modelli di business tradizionali basati sulla presenza fisica e su costi elevati. Le sfide riguardano anche la garanzia della qualità dell’insegnamento e la gestione di differenze culturali e normative.

Il modello di business dietro i campus esteri nordamericani è considerato da molti un fallimento à medio-lungo termine, poiché le aspettative di espansione stabile e di finanziamenti governativi affidabili non si sono concretizzate. Il confronto tra Stati Uniti e Canada mostra un approccio più prudente e concentrato da parte canadese, ma entrambi i Paesi oggi adottano una visione più critica e selettiva verso la TNE fisica. Di fronte a tale scenario, le università stanno evolvendo verso strategie alternative basate su collaborazioni digitali, programmi congiunti, formazione a distanza e modelli flessibili, mantenendo la dimensione internazionale ma riducendo l’impegno fisico e i costi.

La fine della fase espansiva della TNE nordamericana produce impatti globali significativi: i Paesi ospitanti devono rivedere le loro strategie educative, mentre nuovi poli di eccellenza emergono in altre regioni. Le università del Nord America, pur perdendo influenza nel settore dei campus fisici, puntano a conservare il loro prestigio attraverso reti di collaborazioni e offerta formativa innovativa. Il futuro vede dunque una TNE meno centrata sulle succursali estere e più focalizzata su internazionalizzazione agile, qualità didattica e uso intensivo del digitale. Le lezioni apprese guidano verso un modello più sostenibile e integrato, in cui la presenza globale si costruisce senza necessità di una presenza fisica ovunque.

Questo sito web utilizza cookies e richiede i dati personali per rendere più agevole la tua esperienza di navigazione.