Energia geotermica e intelligenza artificiale: la strategia di Google tra sostenibilità e nuovi costi per i datacenter
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta radicalmente modificando le strategie energetiche di giganti tecnologici come Google, che punta a integrare energia rinnovabile tramite un accordo strategico per la fornitura di 150 MW di energia geotermica in Nevada. Tale iniziativa, supportata da Ormat Technologies e NV Energy, mira a sostenere i crescenti consumi energetici dei datacenter AI, traducendosi in un importante passo verso infrastrutture più sostenibili ma anche economicamente sfidanti a causa dei costi più elevati della geotermia.
L’energia geotermica, affidabile e a bassa emissione, rappresenta uno dei pilastri delle fonti rinnovabili negli Stati Uniti, con il Nevada come area di eccellenza grazie alle sue condizioni geologiche favorevoli. L’accordo prevede costruzione e potenziamento di impianti geotermici entro il 2030, con un processo autorizzativo che dovrà essere superato entro la fine del 2026. Tale tecnologia consente una produzione continua, elemento cruciale per alimentare l’immenso fabbisogno energetico dei datacenter dedicati all’AI, che entro il 2030 potrebbe rappresentare fino al 4% della domanda elettrica globale.
Nonostante i costi di produzione geotermica siano circa il 20% superiori rispetto alle fonti tradizionali, Google si impegna a coprire integralmente i consumi con energie rinnovabili entro il 2030, trattando questo investimento come strategico per sostenibilità e sicurezza energetica. L’esperienza precedente con Fervo Energy nel Nevada ha già dato segnali positivi, ponendo le basi per una possibile espansione e un modello replicabile. Questa strategia rappresenta un segnale forte per il settore tecnologico e impone una riflessione sulle sfide future di bilanciamento tra domanda di calcolo e sostenibilità ambientale.