Guillermo del Toro sul Cinema e l’Intelligenza Artificiale: «Preferisco Morire che Rinunciare all’Arte Umanista»
Guillermo del Toro, celebre regista messicano vincitore di un Oscar, ha espresso un'opposizione netta e appassionata all'uso dell'intelligenza artificiale (AI) nel cinema e nelle arti visive. In un'intervista a NPR del 2024 ha dichiarato che "preferirebbe morire piuttosto che usare l'AI nel cinema", sottolineando il rischio che la tecnologia snaturi l'arte come espressione autentica della sensibilità umana. Per del Toro, il cinema è un'arte fondata sull'empatia, sull'esperienza e sull'imperfezione, elementi che nessun algoritmo potrà mai replicare con la medesima profondità. Richiamando l'archetipo letterario di Frankenstein, il regista mette in guardia contro la presunzione tecnologica che oggi guida l'AI, paragonandola alla hybris che nel romanzo conduce a conseguenze morali e sociali drammatiche. Del Toro sostiene che l'AI può appiattire l'originalità creativa e ridurre la cultura a un esercizio sterile e prevedibile, minacciando posti di lavoro e la qualità emotiva del cinema. La sua posizione si inserisce nel più ampio dibattito globale tra registi che chiedono una regolamentazione rigorosa per tutelare l'arte umana, mentre la comunità artistica internazionale rimane divisa tra cautela e accoglienza degli strumenti tecnologici. Nel futuro, del Toro auspica uno scenario dove la tecnologia coesista con la creatività umana, senza mai soppiantarla, perché ritiene che preservare la magia dell’imperfezione artistica sia l'unica vera forma di progresso nel cinema e nelle arti visive.