I pesticidi minacciano la longevità dei pesci: nuove evidenze da uno studio cinese sugli effetti anche a basse dosi
Il problema dell'inquinamento da pesticidi negli ecosistemi acquatici rappresenta una minaccia crescente per la biodiversità e la salute pubblica. Lo studio dell'Università di Geoscienze di Wuhan ha analizzato oltre 24mila pesci provenienti da laghi cinesi contaminati e non, evidenziando che anche esposizioni croniche a basse dosi di pesticidi, tradizionalmente considerate sicure, causano effetti negativi significativi. Tra questi, si osserva un accorciamento dei telomeri, biomarcatori dell'invecchiamento cellulare, con un conseguente aumento della mortalità precoce, ridotta longevità e alterazioni fisiologiche nei pesci. Questi cambiamenti non solo compromettono la sopravvivenza degli esemplari anziani, fondamentali per la stabilità genetica e sociale delle popolazioni ittiche, ma comportano un indebolimento complessivo degli ecosistemi lacustri. Le implicazioni per la salute umana sono rilevanti, in quanto l'esposizione prolungata a residui di pesticidi può contribuire anche nell'uomo al deterioramento biologico e a un maggior rischio di malattie degenerative. Per mitigare tali pericoli, si raccomanda l'adozione di pratiche agricole sostenibili, il monitoraggio costante della qualità dell'acqua e lo sviluppo di fitofarmaci a basso impatto ambientale. Lo studio sottolinea l'urgenza di rivedere i limiti di sicurezza vigenti, approfondendo la ricerca sugli effetti subdoli dell'inquinamento e promuovendo politiche di tutela ambientale per salvaguardare l'equilibrio ecologico e la salute pubblica.