Il cancro e la sua influenza sul ritmo cerebrale: nuove prospettive sulla lotta tumorale
Il recente studio del Cold Spring Harbor Laboratory apre nuove frontiere nella comprensione del cancro come malattia che coinvolge non solo l’organismo ma anche il cervello. È emersa una profonda interferenza del tumore mammario sui ritmi fisiologici cerebrali, in particolare sul ciclo sonno-veglia e sui componenti neuroendocrini come il rilascio del corticosterone nei topi, ormone analogo al cortisolo umano. Questo appiattimento del ritmo circadiano ormonale si accompagna a cambiamenti comportamentali quali insonnia, ansia e stress, elementi che impattano negativamente sulla qualità di vita dei pazienti oncologici. La scoperta di un’iperattività neuronale nell’ipotalamo, centro regolatore dei ritmi circadiani e dello stress, apre scenari che collegano alterazioni cerebrali a disfunzioni immunitarie e a una minore efficacia nel contrasto del tumore. La ricerca sottolinea l’importanza di un approccio terapeutico integrato, che vada oltre i trattamenti tradizionali, includendo strategie volte a ripristinare i ritmi cerebrali e neuroendocrini mediante tecniche psicologiche, farmacologiche e comportamentali. Queste innovazioni potrebbero migliorare la risposta immunitaria, la gestione dello stress e il benessere globale del paziente. Nel futuro, l’integrazione multidisciplinare di oncologi, neurologi e psicologi sarà fondamentale per sviluppare biomarcatori per la diagnosi precoce e terapie personalizzate che considerino l’individuo nella sua totalità, mente e corpo, segnando un passo avanti decisivo nella lotta contro il cancro.